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Pubblicazioni >> Note sul T.U. 81/08 sez. V

 IL LAVORO AL VIDEOTERMINALE

Il presente è un capitolo specifico al tema del lavoro al videoterminale che, con il D.Lgs. 81/2008, prescindendo dalla discrezione degli utilizzatori e dei datori di lavoro, è diventato un obbligo prevenzionale ben definito.

Il D.Lgs. 81/2008, art. 173, definisce “ lavoratore addetto al videoterminale “ colui che utilizza tale attrezzatura in modo esclusivo, sistematico ed abituale, per almeno 4 ore consecutive giornaliere, dedotte le interruzioni, per tutta la settimana lavorativa.

L’uso di attrezzature munite di videoterminale ( VDT ) è considerato un rischio di tipo specifico ampiamente trattato nel Titolo VII del Testo Unico e nell’Allegato XXXIV.
Il datore di lavoro ha l’obbligo di valutare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari ( art. 28, comma 1 ).

I problemi posti dall’utilizzo “ professionale “ delle attrezzature dotate di schermo video sono collegati:

• alle caratteristiche ed al posizionamento di dette attrezzature;
• alla presentazione dei programmi di software,
• al contenuto dei compiti in esse espletati;
• all’ambiente prossimo al posto di lavoro.

La prevenzione è pertanto assicurata dal’applicazione, da parte del datore di lavoro, dei principi ergonomici e dall’adozione, da parte del videoterminalista, di un comportamento adeguato.

Facciamo ora un quadro riepilogativo della normativa in materia.

I posti di lavoro attrezzati con videoterminali sono regolamentati dalla legge che dispone i requisiti minimi in termini di sicurezza, di benessere ed ergonomia.
Il lavoratore addetto al videoterminale ha diritto ad un’interruzione della sua attività mediante pause o cambiamento di attività per 15 minuti ogni 2 ore di lavoro ed alla sorveglianza sanitaria attraverso visite ed esami degli occhi, della vista e ortopediche da parte del medico competente.

L’Organizzazione mondiale della sanità ( OMS ) non rileva a oggi rapporti diretti tra l’uso del videoterminale e le patologie dell’apparato visivo o muscolo-scheletrico, laddove vengano rispettati i criteri di corretta utilizzazione.

In linea generale, disturbi visivi quali bruciore, lacrimazione, secchezza, ecc., possono essere correlati:

• alle caratteristiche morfologiche dell’ambiente: insufficienza o eccesso di luce, presenza di superfici bianche o nere, impianto di climatizzazione poco efficiente, insufficiente contrasto tra i caratteri ed il fondo dello schermo;
• ai difetti visivi non corretti: è importante correggere adeguatamente difetti quali miopia, presbiopia, ipermetropia, anche se lievi, per evitare ulteriori sforzi visivi.

Le principali cause dei disturbi a carico dell’apparato muscolo-scheletrico quali intorpidimento e rigidità del collo, schiena, spalle, braccia, mani, possono essere causati da:

• Posizioni di lavoro inadeguate:
tronco flesso e avambracci non appoggiati affaticano la colonna vertebrale;
• Posizioni di lavoro fisse e mantenute per tempi prolungati:
posizioni stabili per troppo tempo danneggiano l’elasticità della colonna vertebrale;
• Movimenti rapidi, ripetitivi e prolungati delle mani:
nei movimenti troppo frenetici i nervi ed i tendini sono sovraccaricati e possono infiammarsi.

In generale, i disturbi attribuiti alla postazione di lavoro munita di videoterminale possono essere prevenuti non solo con l’applicazione dei principi ergonomici, ma anche con comportamenti adeguati da parte degli utilizzatori.

I principali comportamenti da assumere sono:

• Regolare il sedile in modo da consentire un angolo coscia/polpacci di 90° e l’appoggio di entrambi i piedi sul pavimento o apposita pedana;
• Lasciare fra la tastiera ed il bordo del tavolo uno spazio di almeno 10 cm per consentire l’appoggio degli avambracci;
• Appoggiare bene la schiena allo schienale;
• Mantenere la testa eretta;
• Posizionare il video a circa 50-70 cm dagli occhi;
• Posizionare davanti a sé, di volta in volta, gli oggetti che richiedono maggior attenzione visiva ( tastiera, elaborati su carta, ecc. ) ad una distanza di circa 50-70 cm.

Può essere utile, comunque, variare le posizioni assunte durante l’arco della giornata lavorativa. Per questo le attrezzature del posto di lavoro sono regolabili e consentono di assumere liberamente posture diversificate.


 


           
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