Home      Privacy                   Sabato - 18 Novembre 2017 - 11:08:55
Studio Tecnico di Ingegneria
Marco Pellegrini Ingegnere
 Pubblicazioni
 Home  |  Chi siamo  |  Attività  |  Lavori Svolti  |  Pubblicazioni  |  Utilities  |  Contatti 
Pubblicazioni >> Note sul T.U 81/08 sez. III
SEZIONE II
 
LE PERSONE E L’AMBIENTE DI LAVORO : ALCUNE NORME COMPORTAMENTALI
 
Il rumore
 
 
Il luogo di lavoro deve avere :  
  • Il livello di rumore adeguato;
Il suono è definito come la variazione di pressione che l’orecchio umano riesce a percepire.
La normale funzione dell’orecchio è quella di ricevere le onde sonore provenienti dall’ambiente
e trasmetterle opportunamente codificate in segnali nervosi al cervello.
Il rumore è una situazione acustica sgradevole, non voluta che infastidisce e che può alterare o
impedire l’ ascolto di segnali utili del proprio ambiente confinato.
Al momento dell’allestimento dei posti di lavoro, comunque, occorre tener presente il livello di rumore emesso dalle attrezzature, al fine di non dar luogo a perturbazioni dell’attenzione e della comunicazione verbale dei presenti influenzabili anche da fonti di rumore ambientale esterno dovuto alla circolazione veicolare. Quando la stimolazione acustica è intensa e prolungata nel tempo si può determinare un danno alle strutture interne dell’orecchio.
Occorre tenere presente, a titolo di confronto, che la normativa specifica e la letteratura scientifica in materia fissano convenzionalmente in 80 dBA il limite di esposizione professionale giornaliera a rumore al di sotto del quale è ragionevole considerare che non sussistano rischi di ipoacusia da rumore. La conseguenza di ciò è una ridotta capacità di percepire il suono ( chiamata “ ipoacusia da rumore “ ). L’esposizione al rumore può causare anche degli effetti collaterali, come per esempio insonnia e facile irritabilità.
Il livello di rumore a cui si trova esposto il personale durante l’orario di lavoro nelle varie unità operative risulta essere ampiamente inferiore ai valori minimi fissati dal Titolo VIII del d.lgs. 81/2008. Tale valore minimo è riferito a 8 ore lavorative e rappresenta il livello equivalente ( Leq ) continuo di tutti i rumori a cui la persona è esposta durante la giornata lavorativa, con esclusione di rumori di picco anche se superiori a questo limite.
 
Il pronto soccorso
 
 
Il “ pronto soccorso “ è demandato alle competenti strutture esterne, mentre al personale viene
affidato il compito di “ primo soccorso “ inteso come assistenza all’infortunato in attesa del soccorso qualificato. Nel settore dei servizi la casistica degli infortuni può essere circoscritta a ferite, fratture e malori.
 
Nel caso di ferita, è necessario : 
  • disinfettarla, dopo essersi lavate le mani, con i prodotti contenuti nella cassetta dei medicinali in dotazione;
  • tamponarla esercitando una pressione con garza sterile ed eventualmente procedere alla fasciatura.
Nel caso di fratture di arti, il primo soccorso consiste nel :
  • togliere con cautela gli indumenti, limitando i movimenti i movimenti articolari,
  • applicare impacchi di ghiaccio o acqua fredda.
In caso di sospetta frattura alla colonna vertebrale o trauma cronico è opportuno non spostare mai l’infortunato.
 
Nel caso di malore, in attesa del personale qualificato, il primo soccorso consiste .
  • nell’adagiare la persona e liberarla dalla costrizione degli indumenti ( slacciare il colletto della camicia ecc. ).
Da non fare, a meno che non si posseggano le necessarie conoscenze e capacità:
  • Respirazione artificiale;
  • Massaggio cardiaco;
Sopratutto in questi momenti è indispensabile:
  • Non perdere la calma ma cercare di infondere tranquillità all’infortunato;
  • Non urlare e non circondarlo per evitare un’insufficiente areazione.
Per ogni infortunio deve essere sempre chiamato il presidio sanitario più vicino tramite il 118.
 
L’incendio
 
 
Perché esso si verifichi è necessaria la presenza contemporanea di tre elementi:
  • Materiale combustibile ( alcool, carta, legno, metano, plastica, solventi ecc.);
  • Comburente ( ossigeno );
  • Tipologia d’innesco ( scintilla elettrica, fiammifero, ecc. );
Non intervenendo per eliminare uno degli elementi che costituiscono il cosiddetto “ triangolo
della combustione “, l’incendio si propaga con una velocità che dipende dalle caratteristiche:
  • del locale;
  • della sua ventilazione;
  • del materiale combustibile contenuto.
La prevenzione all’incendio
 
 
Ecco alcune indicazioni: 
  • evitare accumuli di carta nei locali “ tecnici “ ( es. centrale termica, quadri elettrici, ecc. );
  • non fumare, nè usare fiamme libere o sostanze infiammabili in locali adibiti ad archivi, locali tecnici e autorimesse ( es. centrale termica, quadri elettrici, ecc. );
  • non usare elettrodomestici da cucina, se non in locale appositamente attrezzato;
  • tenere gli estintori nei posti assegnati ed accertarsi dell’avvenuta manutenzione;
  • memorizzare le vie d’esodo e le uscite di emergenza e mantenerle sgombre da ogni ostacolo.
 L’estinzione dell’incendio
 
 
Perchè avvenga l’estinzione di un incendio è necessario che “ il triangolo “ della combustione
sia interrotto utilizzando anche un mezzo estinguente e agendo il più possibile alla base delle fiamme. Infatti l’estinzione dell’incendio si ottiene non agendo sulle fiamme ma impedendone la formazione con un’energica azione di soffocamento/raffreddamento delle sostanze in combustione.
 

Per cui occorre:

  • intervenire, se si tratta di un principio di incendio, con gli estintori;
  • non usare acqua per spegnere principi di incendio su impianti o macchine sotto tensione;
  • fare allontanare il personale non impegnato nello spegnimento;
  • avvisare i vigili del Fuoco ( 115 );
  • interrompere le alimentazzioni di gas, energia elettrica, ecc.;
  • limitare la propagazione del fumo e dell’incendio chiudendo il locale interessato;
  • dare le adeguate indicazioni alle squadre dei vigili del Fuoco;
  • avvisare il servizio prevenzione e protezione dell’azienda.
 L’evacuazione
 
 
L’emergenza obbliga il personale a effettuare azioni che non rientrano nella consuetudine del proprio lavoro e va affrontata con un comportamento adeguato e razionale ed una conoscenza delle nozioni elementari di primo soccorso ed antincendio.
 
Quindi, in caso di evacuazione, occorre:
  • allontanarsi prontamente dai locali senza creare panico, mantenendo la calma ed        evitando di correre e gridare;
  • chiudere le finestre e le porte e raggiungere l’uscita seguendo i cartelli indicatori;
  • se immersi nel fumo, respirare cercando di coprire il naso con un fazzoletto bagnato e uscire strisciando lungo il pavimento, dove l’aria è meno calda e più respirabile;
  • prima di superare una porta chiusa, toccarla cautamente con le mani: qualora risultasse calda non aprire;
  • se prende fuoco il vestito di una persona, cercare di avvolgerla con un altro indumento per evitare che le fiamme raggiungano la testa;
  • se si resta intrappolati dal fuoco, segnalare la propria presenza attraverso una finestra, aprendola solo per il tempo strettamente necessario ( onde evitare che un’ulteriore ossigenazione propaghi più velocemente l’incendio ) avendo cura di chiudere anche le porte;
  • defluire prontamente dai locali evitando di ostacolare l’accesso e l’opera dei soccorritori;
  • non usare gli ascensori;
  • scendere le scale ordinatamente evitando di risalirle per non creare intralcio al deflusso;
  • in presenza di un portatore di handicap con problemi di deambulazione, aiutarlo a raggiungere un luogo sicuro;
  • avvisare subito gli organi Istituzionali.
                                                  112          Carabinieri
                                           113          Polizia di Stato
                                           115          Vigili del Fuoco
                                           118         Emergenza Sanitaria
 
La movimentazione manuale dei carichi
 
 
Lo sforzo muscolare che la persona compie per eseguire una movimentazione risulta tanto minore quanto più è corretta la posizione del corpo.
Una non corretta posizione del corpo può causare delle lesioni dorso-lombari.
L’assunzione di giuste posizioni è necessaria per la movimentazione di pesi superiori ai 3 kg:
al di sotto di questo valore il rischio di lesioni è senz’altro trascurabile.
La normativa indica nei pesi di 25-30 kg di carico per un uomo e di 15-20 Kg per una donna,
il limite di sicurezza per la movimentazione dei carichi.
In ogni caso, l’entità dei carichi presenti all’interno delle varie unità operative, soggetti alla movimentazione da parte del personale, sono di peso contenuto e di modestia dimensione.
Solo chi espressamente istruito e autorizzato effettuerà la movimentazione dei carichi ( es. sfoltimento archivio, spostamento attrezzature,ecc. ).
Sia le affezioni acute dell’apparato locomotore sia le affezioni croniche (ad es. le sindromi artrosiche) risultano essere ai primi posti nella prevalenza puntuale di malattie accusate dagli Italiani. Anche il National Institute of Occupational Safety and Health ( NIOSH ) degli USA pone le affezioni della colonna vertebrale ai primi posti nella lista dei problemi di salute più rilevanti nei luoghi di lavoro. In letteratura è ormai consolidato il rapporto esistente tra l’attività di movimentazione manuale dei carichi e l’incremento del rischio di contrarre tali malattie, in particolare quella relativa al rachide lombare.

           
 Studio Tecnico di Ingegneria - Marco Pellegrini Ingegnere - Via De Rossi, 114 Bari (BA) - P.IVA 04110720721 - Privacy - Note legali
Powered by Logos Engineering - Lexun ® - 18/11/2017