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Studio Tecnico di Ingegneria
Marco Pellegrini Ingegnere
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Pubblicazioni >> Note sul T. U. 81/08 sez. I

 

 

 IL TESTO UNICO : DECRETO LEGISLATIVO 81/2008  
 
SEZIONE I
 
La cultura della sicurezza sul lavoro
La normativa : come cambiano le regole 
I soggetti coinvolti nel modello di organizzazione e gestione della sicurezza 
L’informazione, la formazione e l’addestramento    
 
PREMESSA
 
L’ obiettivo di tale approfondimento è quello di fornire indicazioni e/o precisazioni sulle novità inerenti la normativa in materia di sicurezza e tutela del lavoratori e vuole stabilire una integrazione tra la norma scritta ed un efficace operatività.
 
Esso si pone il preciso compito di orientare il lettore con percorsi chiari tali da recepire a pieno
i cambiamenti legislativi operati ultimamente, acquisire le nozioni essenziali così da operare
con consapevolezza e certezza tecnica nel campo della tutela della salute.
           
Il Testo Unico ( D.Lgs.81/08 ), nel tentativo di riordinare la “ questione Sicurezza” in un corpus
più organico ed articolato rispetto al passato ( D.Lgs. 626/94 ) ha, di fatto, allargato l'ambito
interpretativo della regolamentazione del sistema delle tutele riguardanti i lavoratori.
           
Detto T. U. va considerato come un aggiornato regolamento dell'organizzazione della
sicurezza negli ambienti di lavoro e può essere un vero e proprio modello giuridico.
 
Il T. U., differentemente dalla precedente normativa è applicabile a tutti i settori produttivi e pertanto a tutti i lavoratori, qualunque sia la loro collocazione professionale.
 
Pertanto , per quanto concerne la tutela della salute, non esiste più la distinzione fra lavoratore
subordinato e lavoratore soggetto di lavoro flessibile ed autonomo.
 
Il T. U. definisce gli adempimenti che le più variegate aziende sono tenute ad adottare
nel campo della tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e ne precisa gli obblighi.
 
Il T. U. così redatto, nel contempo riformula l'apparato sanzionatorio e evidenzia una
migliore corrispondenza tra infrazione e sanzioni esaminando con attenzione i ruoli ed i precisi
compiti effettivamente svolti dai soggetti aziendali utilizzando procedure atte a favorire la
regolarizzazione delle inadempienze.
 
Il T. U. attribuisce una notevole importanza alla formazione ed informazione in quanto
considera tali attività didattiche essenziali e strategiche per la prevenzione, tutela e
responsabilizzazione dei soggetti del sistema sicurezza.
 
Il T. U. pone particolare attenzione alle modalità di regolazione dei rapporti tra aziende
appaltanti e ditte appaltatrici per le quali il tema della conformità dei contratti stipulati alle normative vigenti sul versante della sicurezza dei prestatori d'opera risulta particolarmente stringente.
 
Il T. U. presta particolare attenzione al tema della ridefinizione dei requisiti e delle funzioni di tutti i soggetti del sistema della salute e della sicurezza in azienda e tende a valorizzare le attività reciproche e le relazioni sindacali insorgenti.
 
Il ruolo di tali soggetti deve essere considerato un valido supporto per tutti i datori di lavoro circa la qualità e la tempistica degli adempimenti da effettuare in ottemperanza alle prescrizioni di sicurezza che certamente eleveranno il livello qualitativo della tutela della salute negli ambienti di lavoro.
  
La cultura della Sicurezza sul lavoro
 
Al di là degli obblighi di legge, necessari ad imporre norme comportamentali circa l’esecuzione di qualsiasi tipo di lavoro, ogni persona attiva deve sentirsi responsabile in quanto coinvolta in una società complessa ove è fondamentale agire con comportamenti atti a garantire l’incolumità di tutti.
E' fondamentale pertanto agire in una realtà condivisa ove è presente una sinergia fra le risorse delle persone, siano esse   tecniche, conoscitive od umane.
  
 
L'art. 30 comma 1 del Testo Unico prevede che “ il modello di organizzazione e di gestione idoneo ad aver efficacia esimente della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica di cui al Decreto Legislativo 8 giugno2001, n° 31 deve essere adottato ed efficacemente attuato, assicurando un sistema aziendale per l'adempimento di tutti gli obblighi giuridici relativi.
 
Alla base di questo inedito approccio si intravede il sorgere di un fenomeno più complesso di una singola valutazione circoscritta ad un solo evento o ad un singolo ambito lavorativo.
 
La nuova idea dell'analisi dei rischi non prescinde da un'analisi più dettagliata e più allargata a quelli che sono definiti i “ punti di vista” e che costituiscono di per sé le fondamenta della “ Cultura della Sicurezza ” e che riguardano oltre le problematiche fino ad oggi intese tradizionali quali quelle di natura normativo-giuridica e medico-sanitaria anche le problematiche di natura psicosociale nonché quella organizzativa.
 
 
E' così che poi queste problematiche si traducono in comportamenti aziendali che regolano il rapporto tra la persona e l'organizzazione lavorativa di cui fa parte.
 
 
 
La Normativa : come cambiano le regole
 
Il D.Lgs. 81/08 ha interpretato la problematica della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro in un' ottica innovativa, peraltro in piena coerenza con alcuni articoli della Costituzione, dello
Statuto dei Lavoratori, dei Codici Penale e Civile e con diverse Direttive Comunitarie.
 
 
Costituzione della Repubblica Italiana
Art. 32
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti.( Omissis ).
 
Art. 41
L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
 
Codice Civile
Art. 2087 -   Tutela delle condizioni di lavoro
L'imprenditore è tenuto ad adottare nell'esercizio dell'impresa le misure che, secondo la particolarità, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.
 
Codice Penale
Titolo VI – Dei delitti contro l'incolumità pubblica
Art. 436 – Sottrazione, occultamento o guasto di apparecchi a pubblica difesa da infortuni
Chiunque, in occasione di un incendio....o di un altro disastro....sottrae, occulta o rende inservibili materiali, apparecchi o altri mezzi destinati all'estinzione dell'incendio o all'opera di difesa, di salvataggio o di soccorso, ovvero in qualsiasi modo impedisce, od ostacola, che l'incendio sia estinto o che sia prestata opera di difesa o di assistenza, è punito con la reclusione da 2 a 7 anni.
 
Art. 437 – Rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro
Chiunque omette di collocare impianti, apparecchi o segnali destinati a prevenire disastri o infortuni sul lavoro, ovvero li rimuove o li danneggia, è punito con la reclusione da 6 mesi a 5 anni. Se dal fatto deriva un disastro o un infortunio, la pena è la reclusione da 3 a 10 anni.
 
Art. 451 – Omissione colposa di cautele o difese contro disastri o infortuni sul lavoro
Chiunque, per colpa, omette di collocare, ovvero rimuove o rende inservibili apparecchi o altri mezzi destinati alla estinzione di un incendio, o al salvataggio o al soccorso contro disastri o infortuni sul lavoro, è punito con la reclusione fino ad un anno o con la multa da 103 euro a 516 euro.
 
Art. 589 – Omicidio colposo ( Omissis )
Comma 2 – Se il fatto è commesso con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, la pena è la reclusione da 1 a 5 anni.( Omissis ).
 
Art. 590 – Lesioni personali colpose ( Omissis )
Comma 3 – Se i fatti di cui al precedente capoverso sono commessi con violazione delle norme.... per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, la pena per le lesioni gravi è la reclusione da 2 a 6 mesi o la multa....; e la pena per lesioni gravissime è la reclusione da 6 mesi a 2 anni o la multa...( Omissis ).
 
Statuto dei Lavoratori
Nel 1970 viene adottata la legge 300, conosciuta come Statuto dei Lavoratori che introduce il diritto dei lavoratori, mediante loro rappresentante, a controllare l'effettiva applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali ed a promuovere l'elaborazione e l'attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la salute dei lavoratori.
Il Testo Unico
 
 
E' stata ampliata la sfera dei soggetti tutelati a tutti i lavoratori facenti parti delle tipologie contrattuali.
Essi non sono più solo i destinatari delle norme ma sono responsabili della loro applicazione divenendo quindi responsabili dei comportamenti commissivi ed omissivi.
        
Il Testo Unico introduce :
  • Centralità del ruolo della formazione ed informazione di ciascun lavoratore quali misure primarie di prevenzione e protezione.
  • Obbligo del datore di lavoro alla formazione, informazione ed addestramento del avoratore;
  • Responsabilità dell'appaltatore in merito agli incidenti che accadono ai lavoratori delle ditte appaltatrici;
  • Estensione delle tutele ai lavoratori flessibili;
  • Istituzione dei cosidetti rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza ( R.L.S. ) eletti in ciascun azienda indipendentemente dal numero di dipendenti;
  • Potenziamento del ruolo del Medico Competente e della sorveglianza sanitaria;
  • Sanzioni più severe per le imprese che violano le norme in materia di sicurezza;
  • Sanzioni amministrative fino a 1.500.000 euro ed interdizione alla collaborazione con la pubblica amministrazione;nei casi più gravi di incidenti con feriti e/o morti per colpa dell'azienda, sospensione delle attività;
Il Decreto, nel quale trova puntuale specificazione l'obbligo generale di sicurezza posto in capo al datore di lavoro dall'art. 2087 del C.C., impone al medesimo il preciso obbligo di valutare i
possibili rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, inclusi quelli riguardanti gruppi di lavoratori più suscettibili, derivanti dall'attività lavorativa, e di applicare misure di controllo atte a ridurre i rischi, con una dettagliata indicazione dei suoi elementi essenziali:
  •  eliminazione dei rischi alla fonte;
  • aggiornamento continuo delle misure prevenzionali alla luce delle nuove conoscenze tecnologiche e non della ragionevole praticabilità;   
  • tutela della personalità fisica e morale del lavoratore da attuarsi con una prevenzione che utilizzi in via preferenziale l'informazione e la formazione dei destinatari della tutela.
Se il datore di lavoro ha cogenti responsabilità nei confronti dei lavoratori, nondimeno il lavoratore, così come nello spirito del Testo Unico, ha la responsabilità di seguire un principio dell'autotutela in base al quale ciascun lavoratore deve prendersi cura della propria sicurezza e dei compagni di lavoro ( art. 20 ).  
In tal modo, i prestatori di lavoro, soggetti tutelati, divengono, sotto il profilo normativo, partecipi ed autori della sicurezza nei luoghi di lavoro.
 
 
I soggetti coinvolti nel modello di organizzazione e gestione della sicurezza
 
 
Il modello di organizzazione e gestione della sicurezza ha una struttura gerarchica alla quale
appartengono il datore di lavoro e coloro che sono dotati di poteri, capacità e mezzi per esercitare la propria funzione e, quindi, per farsi carico delle relative responsabilità di sicurezza, cioè il dirigente, il preposto ed il lavoratore.
Le figure del Servizio di prevenzione e Protezione ( S.P.P. ) ausiliarie del datore di lavoro e dallo stesso aventi causa, sono :
  • il responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione ( R.S.P.P. ) ;
  • l’addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione ;
  • i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori in caso di pericolo grave ed immediato, di salvataggio, di pronto soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza.
Il Datore di lavoro 
 
 
Nelle imprese societarie coincide normalmente con il soggetto che è legittimato a rappresentare la società cerso l'esterno, vale a dire il legale rappresentante. 
 
Deve assolvere alcuni compiti primari e indelegabili, quali :
  • la valutazione dei rischi, l’elaborazione del relativo documento ed il suo costante aggiornamento;
  • la designazione del responsabile del servizio aziendale di prevenzione e protezione.

Inoltre, in ottemperanza agli artt. 18 e 43 del testo unico, il datore di lavoro :

  • prescrive l’adozione di tutte le misure necessarie per evitare l’insorgenza di un incendio e limitarne le conseguenze qualora esso si verifichi ( art. 46 ), anche mediante la preventiva designazione dei lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di pronto soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza ( art. 18 comma 1 lettera b ), i quali devono essere adeguatamente formati ;
  • organizza i necessari rapporti con i servizi pubblici competenti in materia di pronto soccorso, salvataggio,lotta antincendio e gestione dell’emergenza ( art. 43 ) ;
  • designa preventivamente i lavoratori incaricati di attuare le misure di cui all’art. 4 comma 5, lettera a) ( art. 43 lettera b ) ;i lavoratori non possono, se non per giustificato motivo,
  • rifiutare la designazione ( art. 43, comma 3 ) ; informa tutti i lavoratori potenzialmente esposti ad un pericolo grave ed immediato, circa le misure predisposte ed i comportamenti da adottare ( art. 43, lettera c ) ;
  • programma gli interventi, prende i provvedimenti e dà istruzioni affinché i lavoratori possano, in caso di pericolo grave ed immediato che non può essere evitato, cessare la loro attività ovvero mettersi al sicuro abbandonando immediatamente il luogo di lavoro ( art. 43, lettera d ) ;
  • prende i provvedimenti necessari affinché qualsiasi lavoratore, in caso di pericolo grave e immediato per la propria sicurezza ovvero per quella di altre persone e nell’impossibilità di contattare il competente superiore gerarchico, possa prendere le misure adeguate per evitare le conseguenze di tale pericolo, tenendo conto delle sue conoscenze e dei mezzi tecnici disponibili ;
  • tiene conto, ai fini della designazione, delle dimensioni dell’azienda ovvero dei rischi specifici ovvero dell’unità produttiva ( art. 43, lettera e, comma 2 ) ;
  • deve, salvo eccezioni debitamente motivate, astenersi dal chiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave e immediato ( art. 43, lettera e, comma 4 ) ;
                      I dirigenti ed i preposti
 
 
Le definizioni di “ dirigente “ e di “ preposto “ contenute nel Testo Unico ( art. 1, comma 1, lettera d ed e ) non coincidono necessariamente con quelle previste dalla contrattualistica di settore, ma risultano legate all’ attività concretamente svolta in merito alla salute ed alla sicurezza sul luogo di lavoro.
Il Legislatore, in questo senso, ha voluto riferire gli obblighi ai soggetti che effettivamente esplicano, nell’ambito delle loro competenze ed attriuzioni, i relativi compiti in termini decisionali ( dirigenti ) o di controllo ( preposti ).
Alla luce di queste indicazioni, i responsabili di filiale, i vice responsabili, i coordinatori di sportello nonché i responsabili delle unità organizzative, hanno funzioni che si incentrano solo sulla sorveglianza e sul controllo dell’attività lavorativa in sicurezza e assumono pertanto la figura di “preposti”.
In molte aziende queste figure previste dalla normativa sono definite anche come “lavoratori
addetti all’ emergenza”.
Va ricordato infine, che il datore di lavoro può delegare ai propri dirigenti e preposti alcuni dei
compiti di sicurezza originariamente di sua competenza.
In questo caso il delegato si troverà investito, oltre che di obblighi di sicurezza propri, anche di
obblighi delegati dal datore di lavoro.
 
Il lavoratore
 
 
Il lavoratore è responsabile per l’infortunio occorso a terzi nel caso in cui egli abbia cagionato un danno in conseguenza di una mancata azione che aveva il dovere di compiere.
La violazione delle misure di sicurezza previste dal legislatore o dal datore di lavoro, può dar luogo all’ applicazione di sanzioni disciplinari commisurate alla gravità dell’infrazione.
La concreta esigibilità dell’obbligo di diligenza da parte del lavoratore è tuttavia subordinata alla
sua formazione ed alle istruzioni ed ai mezzi forniti dal datore di lavoro, a patto che questi abbia, a sua volta, adempiuto agli obblighi nei confronti del lavoratore. Essi devono essere formati in numero sufficiente e disporre di attrezzature adeguate, tenendo conto delle dimensioni dell’azienda ovvero dell’unità produttiva.
La Corte di Cassazione precisa che il dovere di vigilanza obbliga il datore di lavoro a pretendere
l’applicazione delle misure di sicurezza da parte dei lavoratori, attraverso l’uso di tutta l’autorità di cui e disciplinatamente investito e l’adozione di provvedimenti sanzionatori nei confronti dei lavoratori recidivi, potendo giungere fino all’estrema conseguenza del licenziamento disciplinare. 
 
 
Gli artt. 20 e 44 del Testo Unico si occupano dei doveri e dei diritti del lavoratore.
 
Doveri ( art. 20 )
Ogni lavoratore deve prendersi cura della propria sicurezza e della propria salute e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o omissioni, in relazione alla sua formazione ed alle istruzioni ed ai mezzi forniti dal datore di lavoro.
      
In particolare i lavoratori devono :
 
a )   contribuire, insieme al datore di lavoro, ai dirigenti ed ai preposti, all’adempimento
       degli obblighi previsti a tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro;
b )   osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e dai
       preposti ai fini della protezione collettiva ed individuale;
c )   utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro, le sostanze ed i preparati pericolosi,
       i mezzi di trasporto nonché i dispositivi di sicurezza;
d )   utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione;
e )   segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze dei
       mezzi e dei dispositivi di cui alle lettere c) e d), nonché qualsiasi eventuale condizione di pericolo di cui vengono a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza, nell’ambito delle proprie competenze e possibilità e fatto salvo l’obbligo di cui alla successiva lettera f) per eliminare o ridurre le situazioni di pericolo grave e incombente, dandone notizia al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza;
f )  non rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione
       o di controllo;
g )   non compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che non sono di loro competenza ovvero che possono compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori;
h )   partecipare ai programmi di formazione e di addestramento organizzati dal datore di lavoro;
ì )    sottoporsi ai controlli sanitari previsti dal presente decreto legislativo o comunque disposti dal medico competente.
                         
Diritti ( art. 44 )
Comma 1
Il lavoratore che, in caso di pericolo grave ed immediato e che non può essere evitato, si allontana dal posto di lavoro ovvero da una zona pericolosa, non può subire pregiudizio alcuno e deve essere protetto da qualsiasi conseguenza dannosa.
 
Comma 2
Il lavoratore che, in caso di pericolo grave ed immediato e nell’impossibilità di contattare il competente superiore gerarchico, prende misure per evitare le conseguenze di tale pericolo, non può subire pregiudizio per tale azione, a meno che non abbia commesso una grave negligenza.
 
Il medico competente
 
 
Nel caso in cui sussistano in ambito aziendale situazioni o lavorazioni che possono comportare
rischi per la salute dei lavoratori e per le quali sia necessario attuare la sorveglianza sanitaria,
il datore di lavoro è tenuto a nominare un medico competente munito di particolari titoli.
 
La sorveglianza sanitaria comprende :
  • gli accertamenti preventivi ai fini della valutazione dell’idoneità dei lavoratori alla mansione specifica;
  • gli accertamenti periodici per controllarne lo stato di salute nel tempo.
Egli collabora a stretto contatto con il responsabile SPP alla predisposizione ed attuazione di ogni misura di tutela del lavoratore ( anche sul versante della formazione ) effettuando visite e controlli - anche su richiesta dei lavoratori - purchè correlata a rischi professionali effettivi.
 
Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ( R.L.S. e R.L.S.T. )
 
 
Per il rappresentante dei lavoratori è prevista una formazione adeguata e dispone del tempo e dei mezzi necessari per lo svolgimento dei suoi compiti.
Ha l’obbligo di avvertire il datore di lavoro ed il responsabile SPP dei rischi individuali nel corso della sua attività. Ha inoltre l’obbligo di segretezza su informazioni riservate.
 
 
La figura del R.L.S. è altresì regolata, pr il nostro settore, dall’Accordo 12 marzo 1997, la cui disciplina sarà oggetto di verifica alla luce delle novità apportate in materia dal D. Lgs. n° 81/2008.
Di rilievo è poi la figura del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale ( R.L.S.T.- art. 48 ) che opera esclusivamente nelle aziende in cui non si è provveduto all’elezione del
rappresentante interno e svolge medesime funzioni di tutela.
 
Il Servizio di Prevenzione e Protezione ( SPP )
 
 Il responsabile e gli addetti di questo servizio sono coloro che, grazie alle loro competenze e funzioni, presidiano l’intero modello organizzativo e gestionale della sicurezza, in particolare :
 
  • individuando e valutando i fattori di rischio ambientale, mettendo in atto le misure idonee da attuare per assicurare la salubrità e la sicurezza degli ambienti di lavoro, nel rispetto della normativa;
  • elaborando le misure preventive e protettive sulla scorta della valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza, delle attrezzature di protezione da utilizzare nonché dei sistemi di controllo di tali misure;
  • proponendo i programmi di informazione e formazione dei lavoratori;
  • partecipando alle consultazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza;
  • informando opportunamente i lavoratori di tutte le azioni, procedure e norme di comportamento da adottare in caso di rischio accertato o di pericolo.
 L’informazione, la formazione e l’addestramento
 
 
Nello spirito del Testo Unico il tema dell’informazione e della formazione dei lavoratori rappresenta uno degli strumenti più importanti per promuovere all’interno dell’azienda la “ Cultura della sicurezza”.
 
Il D.Lgs. n° 81/2008, nella sezione IV, fornisce alcune precise indicazioni al riguardo.
 
 
L’informazione deve trattare i seguenti temi : 
  • rischi per la salute e la sicurezza connessi;
  • misure di prevenzione e protezione adottate;
  • rischi specifici relativi ai ruoli di lavoro;
  • procedure in caso di emergenza;
  • conoscenza dei soggetti adibiti alla sicurezza ( medico competente, responsabile servizio
  • prevenzione e protezione, addetti antincendio, addetti emergenza e pronto soccorso ).

La formazione sulla sicurezza, con particolare riferimento al proprio posto di lavoro ed alle proprie mansioni, deve avvenire :

  • per tutti i neo-assunti;
  • in caso di cambiamento significativo di mansioni;
  • qualora vengano introdotte nuove attrezzature di lavoro e nuove tecnologie.
Ciascuno dei soggetti interessati alla sicurezza, oltre al lavoratore, dovrà effettuare
un'adeguata formazione secondo criteri di validità e coerenza prescritti dalla normativa vigente
( si pensi agli addetti al primo soccorso, all’antincendio, etc. )
 
Infine Il D. Lgs. 81/2008 prevede l’obbligatorietà dell’addestramento-nei casi contemplati dalla
normativa ed in presenza di particolari rischi accertati-allo scopo di fare apprendere ai
lavoratori l’uso corretto di attrezzature, macchine, impianti, sostanze o dispositivi.
 
 
 
L’apprendimento negli adulti
 
Tra le diverse definizioni presenti in letteratura, con il termine formazione si intende quella leva
della gestione delle risorse umane definibile come l’insieme dei criteri che regolano i processi per l’adeguamento e lo sviluppo delle competenze professionali e manageriali degli operatori
aziendali e dei loro comportamenti.
Tale leva deve garantire ed accescere la necessaria coerenza tra i modelli di management e
organizzativo e le esigenze impresse dall’ambiente/mercato di riferimento nel quale l’azienda opera.
  • L’apprendimento è un processo nel quale l’individuo viene coinvolto come totalità
  • L'apprendimento richiede sempre un interesse ed una motivazione in chi deve imparare
  • Sapere il perchè facilita l'apprendimento
  • Il riconoscimento e la fiducia promuovono l'apprendimento
  • L'apprendimento tende a dare soluzioni, ad affrontare problemi, a stimolare.
  

           
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